Lettera da Haiti
I nostri amici che stanno lavorando ad Haiti ci scrivono...
Carissimi amici,
in questa calda notte caraibica vi scrivo, per raccontarvi la bellezza che stiamo vivendo qui in Haiti, tra i nostri poveri di Waf Jeremie.
Il dolore non è dimenticato, le macerie con sotto il loro carico di dolore umano, rimasto lì per sempre, ce lo ricordano ogni giorno, ma i segni docili e contemporaneamente forti della speranza sbocciano davanti ad un cuore semplice, capace di riconoscerli.
Francesco chiamava fratello il sole e sorella la luna, ha chiamato sorella la morte... un pazzo?... un sentimentale? uno squilibrato mentale?... No, solo uno che ha vissuto ogni istante della sua vita davanti a quella Presenza che trasforma la realtà, anche la più pesante, in una provocazione ad andare al fondo del suo significato, uno che ha avuto uno sguardo ed un cuore liberi.
Cambierò il loro lutto in lacrime di gioia... ci fa dire la liturgia delle ore, e oggi per noi, a Waf Jeremie, queste parole si sono fatte carne dentro al volto, conosciuto o no, dei tanti amici che hanno permesso il nascere della speranza in questa baraccopoli dimenticata da tutti. Volti lontani che come voi ci mandano aiuti, perché l'accadere della bellezza sia possibile anche qui, volti vicini che, come i tanti amici della Protezione Civile italiana, del genio militare, del battaglione San Marco, della nave Cavour, di tante ONG ci hanno preso a cuore permettendoci, come ci hanno insegnato, di ..essere realisti domandando l'impossibile.
Il lavoro di tanti ha permesso di crescere nella presenza che il nostro piccolo ambulatorio da anni è: accanto alla tenda ambulatorio, in attesa che partano i lavori di costruzione del nuovo, siamo partiti con il posizionamento di tende bifamiliari al cui interno sono state spostate cento famiglie, la cui casa in muratura è caduta o la cui baracca di lamiera è rimasta in piedi.
Abbiamo cominciato dalla zona limite della baraccopoli, quella più vicina al mare, più povera perché occupata dagli ultimi arrivati. Abbiamo preso famiglie vicine per non spezzare i legami sociali preesistenti e non aggiungere terremoto a terremoto, e per poter creare un'area sufficientemente grande per cominciare le nuove costruzioni.
In questi giorni si stanno rimuovendo le macerie e sfasciando le baracche, ripulendo l'area ed organizzando la prima squadra di lavoro.
Susanna, ingegnere della Protezione Civile ha per alcuni giorni lavorato al progetto, andando a conoscere i materiali, il terreno, i manovali... dal suo lavoro preziosissimo sono nati dei disegni, dei preventivi, delle indicazioni precise. Ora questo lavoro è nelle mani di un ingegnere che arriverà domenica e che mi permetterà di renderlo operativo.
A breve posizioneremo la prima pietra della prima casa.
La gente di Waf è contenta, c'è chi mi ha chiesto di presentarmi come sindaco, chi é andato più in là.... mi vede in corsa alla prossima campagna per le presidenziali... ma c'è chi... e sono tanti... ringraziano il buon Dio e questo mi riempie il cuore di gioia perché è la vera ragione della mia presenza qui... non nobis Domine, sed nomine Tuo da gloriam...
L'abbiamo chiamato PROGETTO INSIEME PER RICOMINCIARE perché siamo proprio in tanti a voler ricominciare e, se ci mettiamo insieme, ce la facciamo.
In questo mi stupisco della gente di Waf, di come sta collaborando, accettando che si inizi a costruire le case senza pretendere subito che sia costruita la sua, ma aspettando che arrivi il suo turno... e pensate che ancora oggi alla richiesta fatta all'Ospedale Generale Governativo di inviare presso il nostro ambulatorio il personale addetto alle vaccinazioni mi sono sentita rispondere che a Waf non viene nessuno perché è troppo pericoloso!!!
Per realizzare il progetto sto formando una squadra di lavoro, due mastri muratori e quattro manovali che pagherò per riconoscere la dignità del loro lavoro e poi perché la carità non può generare una pretesa... ti faccio la casa e quindi lavori gratis, ma deve abbracciare tutto l'umano, deve educare il cuore al valore dei gesti e dell'umano, deve essere totale e gratuita.
Il preventivo del costo di una casetta è di 3.500 U$ più le giornate di lavoro della squadra.... aspetto di terminare la prima per capire se questo preventivo corrisponde a realtà!!!
Per sostenere questo progetto attiviamo l'adozione a distanza dei bimbi attualmente nelle tende: non si tratta di seguirli nel tempo per la scuola, come da classica adozione a distanza, significa darci una mano a dargli una casa e quindi una speranza.
Ed allora vi dico subito... chi vuole adottare a distanza ... la piccola nata questa mattina sotto una tenda Kay La proprio mentre entravo a visitare la sua mamma??? Non ha ancora un nome, ma ha già un volto ed un cuore che ha sete d'Infinito, come il mio, e quindi mi è già donata come compagna di strada.
Bene, carissimi, chiudo qui questa prima puntata, domani sera la seconda con l'altro progetto che sto portando avanti... e così fino a presentarveli tutti e quattro.
Marci